L’integrazione obbligatoria
Con il permesso di soggiorno a punti. Una vera goduria …
Complimenti ai ministroni !
Agli stranieri (non-clandestini, immagino) gli diciamo cosa fare per “integrarsi nella comunità” — chi sa quale comunità, nel mondo postmoderno — e se non lo fanno in due anni vuol dire che proprio non volevano. E allora che vadano al diavolo.
Peraltro, gli garantiamo il diritto a corsi di lingua di stato, in modo da avere “standard uniformi in tutte le province ed avere tutto sotto controllo”.
Che dev’essere il vero federalismo, anche se nessuno di noi ci aveva mai pensato.
Per cui — invece — va bocciata la Puglia che aveva osato concepire interventi rivolti a tutti gli immigrati presenti sul territorio regionale. Perché — ha eccepito il governo — in quel modo si aiuterebbero pure quelli privi di regolare permesso di soggiorno. E non sta bene.
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ps. Ah beh … vedo che però si può avere anche una proroga … per quelli un po’ lenti


